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CIRCOLO POLARE – I VENDICATORI ANGELICI

Circolo Polare, sta leggendo:

I vendicatori angelici
di Karen Blixen – Adelphi

Questo romanzo, l’unico della Blixen, deve la sua origine alla guerra. La Danimarca era stata invasa dai nazisti e viveva in un’atmosfera di soffocante oppressione. Non vi era, per la scrittrice, nessun pericolo, ma questo rendeva ancora più umiliante il suo stato. Così la Blixen si sentì spinta a scrivere I vendicatori angelici: una metafisica del pericolo sotto forma di romanzo. Con suprema eleganza, si mise in maschera (assumendo lo pseudonimo Pierre Andrézel) per scrivere un romanzo di maschere. Come certi grandi compositori hanno depositato i loro ultimi segreti in studi per sciogliere la mano, volle nascondere l’essenza del Male in una tessitura ariosa e leggera di feuilleton pieno di colpi di scena. E, ben sapendo quanto lenti a capire questi camuffamenti siano in genere i lettori, volle porre in margine al libro, come avvertimento, alcune parole che nel romanzo stesso sono pronunciate da una delle sue incantevoli eroine: «Voi persone serie non dovete essere troppo severe verso gli esseri umani su come scelgono di divertirsi quando sono rinchiusi in una prigione e nemmeno è loro concesso di dire che sono prigionieri. Se non avrò presto un po’ di divertimento, morirò».
Oggi, a distanza di tanti anni dall’apparizione del libro, possiamo renderci conto che questo inquietante divertimento è una delle opere più azzardate della Blixen e, nella sua ingannevole facilità, una delle più cifrate. La «prigione» a cui accennano quelle parole, ben più che la Danimarca occupata, è il mondo stesso. E quel divertimento la cui assenza provoca la morte è innanzitutto la letteratura nella accezione temeraria che sola era cara alla Blixen. Sarebbe ingiusto per l’autrice e per i lettori anticipare qui la trama di un libro che riesce a tenere avvinti nella notte come pochi altri, scritti da autori nobili. Ma basterà accennare qual è uno dei suoi più rari meriti: aver creato un’immagine convincente, chimicamente pura e romanzescamente vividissima, del Bene e del Male.

 

Karen Blixen

Karen Christentze Dinesen, baronessa von Blixen-Finecke, è stata una scrittrice e pittrice danese.
Nota, nel corso di una lunga carriera, sotto vari pseudonimi: Karen Blixen è di certo il più famoso, ma pubblicò opere come Isak Dinesen, Tania Blixen, Pierre Andrèzel e Osceola.
Educata in Svizzera e in Inghilterra, scrisse le sue opere principalmente in lingua inglese.
Sposatasi nel 1914 con il cugino barone Bror von Blixen-Finecke, si trasferì con lui in Kenya, a Nairobi, e lì i due nitrapresero una pionieristica attività di coltivatori di caffè.
Lei si innamorò del cacciatore inglese Denys Finch-Hatton, che morirà in un incidente aereo, e divorziò dal marito.
Tornò in Europa nel 1931 e cominciò a pubblicare nel 1934 (inzialmente sotto lo pseudonimo di Isak Dinesen).
Il suo capolavoro viene considerato La mia Africa, nel quale rievoca la sua esperienza a Nairobi.
Le sue opere hanno ispirato registi famosi come Orson Welles e Sydney Pollack.

«In Africa avevo una fattoria ai piedi degli altipiani del Ngong. A un centocinquanta chilometri più a nord su quegli altipiani passava l’equatore; eravamo a milleottocento metri sul livello del mare. Di giorno si sentiva di essere in alto, vicino al sole, ma i mattini, come la sera, erano limpidi e calmi, e di notte faceva freddo.» – Karen Blixen, La mia Africa

 

Data

Ott 19 2026

Ora

18:30 - 19:30