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SUMMARY:Lettore di Dante
DESCRIPTION:Lettura integrale e commento della Divina Commedia\na cura di: Alberto Cristofori \nCanti: XXV e XXVI \nÈ possibile leggere la Divina Commedia\, o siamo ormai costretti a studiarla? \nDalla scuola e dalle edizioni commentate si ricava l’impressione che il capolavoro dantesco non possa essere inteso senza l’aiuto di un robustissimo zoccolo di note erudite. \nSenza dubbio qualche aiuto è indispensabile per colmare la distanza che ci separa da Dante. Ma è altrettanto indubbio che vi siano eccessi\, nel modo in cui viene presentato il testo di Dante – eccessi che spaventano il potenziale lettore e che rivelano una sostanziale sfiducia nel testo stesso. Come se le parole di Dante\, anche laddove sono chiarissime\, non possano essere intese nel loro vero significato se non dagli studiosi\, dai filologi\, dagli specialisti. \nLa scommessa da cui nasce questo progetto è che\, con pochi aiuti essenziali\, sia possibile tornare a leggere la Divina Commedia\, recuperando un rapporto più diretto con il testo e con la sua poesia ed evitando l’impressione di avere a che fare con una serie infinita di indovinelli privi di qualsiasi rapporto con la nostra esperienza reale. \nLeggere\, beninteso\, non significa fermarsi alla superficie\, trascurando la complessità dell’opera di Dante; tanto meno questo progetto vuol essere un invito a ignorare i settecento anni di storia della lingua e delle idee che sono trascorsi da quando Dante scriveva i suoi versi. \nTornare a leggere Dante\, significa invece\, per esempio\, non sostituire a espressioni perfettamente comprensibili a tutti\, come “andavam forte”\, la piatta parafrasi “camminavamo velocemente”. Significa non tradire l’intenzione di Dante\, forzando a un senso chiaro quanto il poeta voleva che restasse oscuro\, e proprio perciò inquietante\, come il celebre “Papè Satan\, papè Satan aleppe”. Significa\, infine\, non anticipare ciò che il testo non ha ancora spiegato\, privando le parole della loro carica emotiva: la “Caina” evocata da Francesca perde gran parte della forza di suggestione che aveva per i primi lettori\, e che dovrebbe conservare per quelli di oggi\, se ci viene subito detto che è una delle zone in cui è diviso l’ultimo cerchio… \nNel leggere la Divina Commedia\, dal primo all’ultimo canto\, Alberto Cristofori proverà dunque a rimettersi nella condizione del lettore ideale che Dante ha immaginato per il suo poema. Diciamo meglio: dei lettori ideali che emergono nel corso dell’opera\, col passaggio dalla prima alla terza cantica. \nQuesta ricerca è anche un modo per mettere alla prova il testo: nella convinzione che solo così si possa verificare se la Divina Commedia sia un’opera ormai museificata\, oggetto di studi specialistici sempre più raffinati\, ma capace di parlarci solo attraverso infinite mediazioni; o se viceversa sia un’opera ancora viva\, capace\, e in che misura\, e a che condizioni\, di dire qualcosa di importante ai lettori del xxi secolo. \nAlberto Cristofori\, traduttore\, narratore e editore\, ha organizzato nel 2015 “Milano per Dante”\, una lettura integrale della Divina Commedia affidata a cento esponenti della società civile milanese.\nOra si cimenta in questa impresa solitaria\, rivolta a chi desidera cancellare il ricordo della lunga noia delle “ore di Dante” liceali e a chi desidera superare il sacro timore che i versi del poema trecentesco troppo spesso incutono al profano. Il viaggio si concluderà nel 2021\, in occasione del 700° anniversario della morte di Dante Alighieri. \nOgni incontro prevede la lettura di due canti e una durata di circa un’ora. \nGli incontri si svolgeranno in corso Garibaldi 17\, Milano\, a partire dalle ore 19.00
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SUMMARY:Percorsi di lettura
DESCRIPTION:Passaggiate tra i libri condotte dagli autori di Prospero Editore \nSei incontri\, ogni due lunedì a partire dal 7 ottobre\, nei quali gli scrittori della casa editrice Prospero ci parleranno dei libri di grandi autori.  \nTitolo del primo incontro:\nRaccogliere racconti\na cura di: Paolo Pizzato \nLa forma del racconto esplorata attraverso il lavoro di alcuni romanzieri che si sono misurati con questo particolare genere narrativo: \n– Jorge Luis Borges con Finzioni; \n– Annie Proulx con Distanza ravvicinata; \n– Isaac B. Singer con Racconti;\n– Dino Buzzati con La boutique del mistero \ne di un’autrice (premio Nobel) che ha invece legato l’intera sua produzione alla forma racconto: Alice Munro con Nemico\, amico\, amante… \nPaolo Vitaliano Pizzato\, 47 anni\, si è avvicinato alla scrittura leggendo. Con passione\, convinzione\, ostinazione. Per questo\, gestisce da anni un blog di “suggerimenti di lettura”: www.ilconsigliereletterario.com. Sono molti gli autori che ama; su tutti Louis-Ferdinand Céline\, Cormac McCarthy\, Thomas Pynchon\, William Gaddis\, Leonardo Sciascia\, Edith Wharton\, Isaac e Israel Singer. Nel 2013 ha pubblicato il suo primo romanzo: Quella solitudine immensa d’amarti solo io (Priamo/Meligrana Editore). La logica del mammifero (storia di una madre) è il suo secondo romanzo.
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SUMMARY:Spunti di lettura: dall'Iran ai Paesi arabi
DESCRIPTION:Ciclo sul Medio Oriente\nSpunti di lettura dall’Iran ai paesi arabi\na cura di Giacomo Longhi e Cristina Dozio. \nUn ciclo di tre incontri per scoprire tre paesi poco esplorati dal punto di vista letterario.\nTerzo incontro – 5 ottobre 2019: Il Marocco e l’importanza di non dimenticare il passato. \nUn excursus sugli anni Settanta in Marocco\, il più “occidentale” dei paesi arabi\, un capitolo di storia poco conosciuto\, segnato da una feroce campagna di arresti politici che è stata recentemente raccontata nel bel romanzo di Youssef Fadel “Ogni volta che prendo il volo” che uscirà a settembre per la collana “Gli Altri” dell’editore Brioschi. Con Cristina Dozio. \nGiacomo Longhi è traduttore letterario dal persiano e dall’arabo e fa parte del comitato di redazione di Ponte33. Tra gli autori tradotti: Mahsa Mohebali\, Mohammad Tolouei\, Mehdi Asadzadeh\, Mostafa Ensafi\,  \nCristina Dozio è Ricercatrice di Lingua e letteratura araba presso l’Università degli Studi di Milano e collabora con il Master in traduzione dall’arabo della SSML di Vicenza. Si occupa di letteratura araba contemporanea\, umorismo e arabo dei media.  \nDopo aver studiato l’arabo tra i minareti del Cairo e le colline di Amman\, ha lavorato nel settore turistico in Andalusia e Marocco. Ha tradotto Youssef Fadel e\, a quattro mani con Elisabetta Bartuli\, i romanzi di Alaa al-Aswani e Dima Wannous.
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SUMMARY:Il segreto della fabbrica
DESCRIPTION:Presentazione del libro\nIl segreto della fabbrica\ndi Angela Ricci\, illustrazioni di: Michela Torbidoni – Edizioni di Comunità \nLibro per ragazzi che i genitori dovrebbero conoscere per stimolare la curiosità dei propri figli verso una imprenditorialità più umana che renderebbe tutti esseri migliori! \n Il segreto della fabbrica: In gita con la classe per visitare il sito Unesco della città industriale Olivetti a Ivrea\, Max\, Pietro e Livia trovano una fabbrica diversa da tutte le altre. il suo segreto sembra sotto gli occhi di tutti\, invece è nascosto in una storia che viene da lontano. Scoprirlo si trasformerà in un’avventura inaspettata. Ma come tutte le avventure\, per viverle bisogna allontanarsi da ciò che si conosce. \nE allontanarsi in gita non è mai una buona idea… o forse sì. \nAngela Ricci \nAngela Ricci (Roma\, 1985) ha studiato Storia contemporanea e lavora da anni come traduttrice di narrativa e saggistica\, con un interesse particolare verso la letteratura per ragazzi. \nMichela Torbidoni \nMichela Torbidoni (Roma\, 1984) ha un dottorato in Filosofia e lavora all’università di Amburgo. Da sempre appassionata di disegno\, pittura e artigianato\, nel tempo libero si dedica alla realizzazione di illustrazioni e fumetti.
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SUMMARY:Torino (e Milano) di carta
DESCRIPTION:Torino e (Milano) di carta\ndi: Alessandra Chiappori e Michele Turazzi – Il Palindromo editore \nIncontro dedicato a Torino e Milano e di carta\, due guide letterarie pubblicate da il Palindromo nella collana Le città di carta\, che raccontano l’inestricabile rapporto tra la topografia e letteratura prodotta dalle due città. \n\n\nInterverranno l’autrice di Torino di carta Alessandra Chiappori e l’autore di Milano di Carta Michele Turazzi. \nLe copertine sono realizzate dal pittore Simone Geraci. \n“Torino di carta” è una guida letteraria della città e dei suoi quartieri\, un’escursione narrativa per le strade di Torino\, raccontata attraverso le opere di grandi scrittori\, classici della letteratura italiana del Novecento e romanzi di autori contemporanei. Uno strumento per orientarsi attraverso le molteplici storie che\, seppure in periodi differenti\, hanno Torino come protagonista. Da Edmondo De Amicis fino alla produzione letteraria degli ultimi anni\, la città viene ridisegnata e presentata intercettando e restituendo al lettore il punto di osservazione e lo stile di ogni autore. Tra gli scrittori che popolano la Torino di carta incontrerete: De Amicis\, Natalia Ginzburg\, Pavese\, Calvino\, Levi\, Arpino\, Fruttero & Lucentini\, Oggero\, Pandiani\, Frascella\, Perissinotto\, Culicchia\, Remmert. Il volume si apre con una prefazione di Alice Avallone e contiene in allegato la mappa letteraria di Torino con l’indicazione dei luoghi chiave delle opere passate in rassegna. \n“Milano di carta” è una guida letteraria della città\, un reportage narrativo sulle tracce dei grandi scrittori del Novecento. Uno strumento originale per lanciarsi alla scoperta della metropoli meneghina e incontrare gli autori e le autrici che l’hanno raccontata\, i personaggi che l’hanno vissuta.\nOgni capitolo segue un itinerario\, uno scrittore e un’epoca. Ne nasce un inesauribile dialogo tra la Milano reale e le diverse città immaginate\, tra il mondo contemporaneo e quello sommerso dalla storia. Si va dai percorsi più tradizionali\, come la Brera bohémien di Bianciardi e le vie attorno al Duomo amate dal giovane Hemingway\, fino ad arrivare a tragitti singolari che invitano a esplorare zone periferiche e a rispolverare autori meno conosciuti. Una costante oscillazione all’interno e all’esterno della cerchia dei Navigli\, in una città che cambia faccia giorno dopo giorno.\nMilano di carta ripercorre le orme dei protagonisti delle opere di Luciano Bianciardi\, Dino Buzzati\, Carlo Emilio Gadda\, Ernest Hemingway\, Alda Merini\, Lalla Romano\, Giorgio Scerbanenco\, Emilio Tadini\, Giovanni Testori\, Elio Vittorini\, e ne incrocia molte altre.\nIl volume si apre con una prefazione di Fabio Deotto e contiene in allegato la mappa letteraria di Milano\, con l’indicazione dei principali luoghi e percorsi trattati.
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SUMMARY:Il gatto di piazza Wagner
DESCRIPTION:Presentazione del libro:\nIl gatto di piazza Wagner\ndi: Diego Lanza – L’Orma editore \nInterverrà: Alberto Rollo (scrittore) \nUn’infanzia milanese nell’arco temporale che va dal Fascismo alla fine degli anni Sessanta\, con al centro la figura del padre – lo scrittore\, giornalista e drammaturgo Giuseppe Lanza – rimasto vedovo troppo presto\, teneramente orgoglioso dei suoi magri tentativi culinari\, che emerge con tutta la sua preziosa serietà e decenza. Scomponendo i meccanismi di una memoria famigliare che tende a fondersi con quella individuale («Di chi sono i ricordi?» è il programmatico incipit del testo)\, «Il gatto di piazza Wagner» descrive una città vibrante – tra appassionate discussioni nelle latterie di quartiere e palpitanti prime teatrali – e indaga con ragionata esattezza azioni e moventi di protagonisti e comprimari\, dallo zio Ramy agli amici letterati\, da Solmi a Montale\, da Lodovici a Bazlen. Una lettura che ci rimanda\, come un monito e come un modello\, alla migliore tradizione intellettuale ed etica del nostro Novecento. \nDiego Lanza (Milano\, 1937-2018)\, grecista e accademico dei Lincei\, è stato titolare della cattedra di Letteratura greca all’università di Pavia a partire dal 1968. Studioso eclettico e di rara sensibilità\, nel corso della sua prolifica carriera ha curato edizioni critiche di Anassagora e Aristotele e ha contribuito a opere collettive come Lo spazio letterario della Grecia antica (Salerno Editrice\, 1992-1996) e I Greci. Storia\, cultura\, arte\, società (Einaudi\, 1996-2002). È autore di saggi di grande respiro storico-letterario come Il tiranno e il suo pubblico (Einaudi\, 1977) e Lo stolto. Di Socrate\, Eulenspiegel\, Pinocchio e altri trasgressori del senso comune (Einaudi\, 1997). \nAlberto Rollo è nato a Milano nel 1951. Dal 2017 è direttore editoriale della casa editrice Baldini&Castoldi. Nei decenni Ottanta e Novanta ha firmato recensioni di libri\, teatro e cinema per vari quotidiani nazionali\, e saggi su riviste (“Belfagor”\, “Quaderni Piacentini”\, “Ombre Rosse”\, “Il Maltese”\, “Tirature”); è stato collaboratore di “Linea d’Ombra” e ha tradotto autori inglesi e americani contemporanei\, da Jonathan Coe a William Faulkner. Ha scritto per il teatro e ha realizzato documentari per la tv. Un’educazione milanese è la sua prima opera narrativa. \n 
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