Stella 111

Stella 111

Stella 111
di Lutz Seiler – Utopia editore
Traduzione di Paola Slaviero

La trama

Lutz Seiler in Stella 111 (Utopia editore, 2025) coglie l’attimo in cui il “prima” si sta dissolvendo rapidamente e il “dopo” è ancora avvolto in una nebbia lattiginosa. Sono trascorsi appena due giorni dal crollo di quel muro che ha sepolto sotto di sé il XX secolo e il venticinquenne Carl Bischoff sta vivendo la vertigine di un cambiamento sia collettivo che individuale. Lui che aveva lasciato la casa natia per andare a Dresda a studiare e che quegli studi li aveva abbandonati inseguendo un sogno fragile, come sembrano esserlo tutti i sogni in nuce: diventare poeta.  Nel frattempo, per vivere, al posto della carta e della penna usava la cazzuola e i mattoni.

Facciamo la sua conoscenza mentre sta tornando in Turingia dopo aver ricevuto un telegramma dai suoi genitori che gli chiedevano di tornare in quanto avevano qualcosa d’importante da dirgli. Eccolo qui il secondo cambiamento: Inge e Walter (i genitori) hanno deciso di partire, di varcare quel confine che per ventotto anni ha diviso la Germania in un Est e in un Ovest. Ventotto anni sono un’enormità nella vita di una persona. Quante rinunce, quanti sogni fragili infranti, quanti rimorsi contengono ventotto anni? Carl non sa rispondere a questa domanda e, di certo, Inge e Walter non danno molte spiegazioni. Anzi sì, una cosa gliela dicono. Lui dovrà rimanere in quella casa per presidiarla. Lui dovrà essere la loro retroguardia.

Convivere non solo con i fantasmi di una famiglia, ma di un intero Paese non è cosa da poco e Carl decide di prendere la macchina del padre, la Shiguli dal tetto arancione, e viaggiare verso Berlino Est dove non si è ancora posata la polvere sollevata dal crollo del Muro e appare come una città sospesa, quasi svuotata perché chi ha potuto è corso verso quel “dopo” così carico di promesse e si è lasciata alle spalle quel “prima” così grigio, così freddo. Carl dorme in macchina, accende il riscaldamento e la radio finché può per non sentirsi solo nelle notti invernali e di giorno esplora una città che sta cambiando.

Incontrerà un gruppo di anarchici, vivrà in case abbandonate edificando muri per contenere vecchie e nuove utopie, s’innamorerà e scriverà poesi e leggerà le lettere che Inge gli scriverà mentre, insieme a Walter, cercherà di ricomporre i pezzi del loro sogno fragile.

Perchè leggerlo

Con una lingua evocativa, ricca d’immagini e di poesia, Lutz Seiler scatta un’istantanea che ci racconta la fine di un’epoca e l’inizio di un nuovo secolo.